Smart Vineyard e trattori autonomi

Smart Vineyard e trattori autonomi

L’accelerazione delle auto elettriche e a guida assistita, consente di estendere la tecnologia anche all’uso di trattori autonomi, portando il vigneto verso la Smart Vineyard. E nonostante le apparenze, l’Europa del vino utilizza molto più della California questi nuovi macchinari.

Europa all’avanguardia nei trattori autonomi

L’uso di macchinari autonomi è abbastanza diffuso in agricoltura, meno nella coltivazione dell’uva; certo i film ed Elon Musk hanno dato l’impressione che le automobili a guida autonoma fossero imminenti. In realtà non è ancora così, almeno per le automobili. Per quel che riguarda i trattori agricoli invece, potremmo vedere già dal prossimo anno un buon numero dei nuovi macchinari girare per i campi coltivati della California.

Anche negli USA, così come in Europa, i lavoratori agricoli stanno diventando scarsi e l’introduzione di macchine autonome, di robot, sarà un buon aiuto per agricoltori e viticoltori; basterà avere una connessione dati e un buon segnale GPS, introdurre la mappa del campo e del vigneto e poi ci penserà il trattore. Interventi mirati e uso accorto delle risorse idriche saranno uno dei risultati migliori nell’uso dei trattori a guida autonoma; se poi diventeranno anche elettrici, l’emissione di CO2 diminuirà notevolmente. Ne scrivevo parecchi anni fa, potete leggere questo post.

GIS e mappe digitali

La mappatura digitale del vigneto ha fatto nel frattempo molti passi in avanti, e con un semplice drone è possibile disegnare una mappa da inviare poi ad un macchinario a guida autonoma per fornire le indicazioni del percorso da effettuare. La robotica, ad esempio braccia meccaniche e strumenti governati direttamente da uno smartphone, ha avuto ugualmente un balzo in avanti. Unendo le due cose si possono costruire macchinari per diserbare, cimare le viti, verificare le condizioni delle piante e risolvere qualche problema.

Un’azienda all’avanguardia è la Gamble Family Vineyards, a Napa, con 120 ettari di vigneto. Hanno fatto dimostrazioni dell’uso di questi trattori robotici, e Tom Gamble, il proprietario, si aspetta di essere uno dei primi ad utilizzarli l’anno prossimo. Il prezzo sarà attorno ai 60.000$, come riporta Wine Business International. Anche alla Treasury Wine Estates sono entusiasti delle novità in arrivo, e come dice Will Drayton, direttore tecnico della cantina, non vedono l’ora di provare le novità sia nei loro vigneti californiani che in quelli in Australia.

MiniGUSS

Come dicevo all’inizio, se per la California questa è una novità, non lo è per l’Europa, e soprattutto per la Francia, in particolare la Champagne. Qui i trattori autonomi vengono usati non solo nelle vigne ma anche nei campi coltivati. Il progetto VineRobot è nato nel 2018, una collaborazione tra Italia, Francia e Spagna, segno che quando vogliamo anche nella Vecchia Europa possiamo darci da fare con la tecnologia.

I robot agricoli in Europa

Aziende come VitiBot, Naïo, Yamaha e SITIA producono robot commerciali o prototipi avanzati che lavorano nei vigneti europei. I produttori seguono due diverse strade di sviluppo, macchine specializzate ad una sola funzione, come il diserbo, e macchine plurifunzionali, con braccia meccaniche che possono effettuare più operazioni anche contemporaneamente. Negli USA si stanno invece concentrando su trattori completamente elettrici, che possono essere comandati da remoto o con l’assistenza di un essere umano.

VitiBot

Prave Penmesta è il co-founder e CEO di Monarch Tractors, sede a Livermore, e sta sviluppando soluzioni di trattori a guida autonoma gestiti semplicemente da uno smartphone. Per inquadrare il personaggio, è uno dei progettisti della gigafactory di Tesla. I prototipi della Monarch inviano avvisi e richieste di istruzioni quando vedono un impedimento, ed imparano a gestire il problema le volte successive che lo rilevano. Uno dei non secondari prodotti delle macchine autonome è infatti anche la raccolta e l’invio dei dati sullo stato del terreno e delle piante, così da aumentare la conoscenza soprattutto in quei campi e vigneti di grande estensione. Il tutto va poi a finire in una dettagliata mappa digitale.

Soluzioni tecnologiche condivise tra agritech e automotive

Questi prototipi saranno un ottimo banco di prova anche per la costruzione di batterie al litio meno costose e più durature; il mercato delle auto e dei trattori quindi potranno collaborare per trovare soluzioni migliori. La diminuzione di peso, grazie a materiali migliori, aumenta l’autonomia delle batterie, che però rimangono costose. Per questo alla Gamble Vineyards Family stanno studiando dei programmi di permuta finanziata, un trattore elettrico in cambio di quello diesel.

Uno dei primi prototipi è stato il GUSS (Global Unmanned Spray System), un trattore autonomo specifico per le operazioni di irroramento di agrofarmaci e trattamenti del vigneto. È stato sperimentato in California ed è abbastanza stretto per essere usato anche in filari stretti, tipici di Napa. Ad aprile la John Deere ha annunciato una partnership con GUSS Automation, che consentirà alla fabbrica di utilizzare le tecnologie di automazione già sviluppate.

In Francia si preferisce la soluzione VitiBot, che per ora ha una curva di apprendimento più lenta ma consente operazioni molto più precise. In Francia sono già 50 i trattori VitiBot in circolazione nei campi. L’azienda si sta espandendo anche in California, e l’anno prossimo si potranno vedere i primi trattori autonomi europei operare in Oregon e nello stato di Washington.

Photo by Sean Stratton on Unsplash

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