Le esigenze tech del mercato del vino

Le esigenze tech del mercato del vino

In questo post mi pongo un quesito, e naturalmente lo pongo anche a voi. Quali sono le reali esigenze tecnologiche del mondo del vino?

Tutti quelli che partecipano alla filera vedono il wine business dal loro punto di vista, e tutti insieme lavorano per portare una bottiglia sul tavolo del consumatore nel modo migliore possibile.

Ma quali sono le esigenze tecnologiche di ognuna di queste figure, ossia come utilizza la tecnologia nel proprio lavoro? Questa è la domanda più complicata, visto che la penetrazione del digitale nel wine business in Europa non è così avanzata (ma nemmeno così indietro).

Ora, non bisogna pensare che la tecnologia risolva tutto.

Tecnologia e Vino: mancano i processi

Tutta la Wine Industry, tutti i partecipanti dovrebbero iniziare ad interrogarsi su come modificare i modi di vendita e commercializzazione, di marketing, di comunicazione. E quindi sto parlando dei processi, e non possono essere cambiati se non intervengono le grandi aziende vinicole, le cooperative, i grandi gruppi. Qui però sorge il problema che le piccole e medie aziende vinicole rimarrebbero fuori. Liv-Ex ha fornito qualche idea, come ho scritto in questo post.

I processi di commercializzazione non possono essere uguali per tutte le dimensioni delle aziende vinicole. Ma certo che le piccole cantine non hanno la forza necessaria per poter modificare processi dei quali sono sempre state all’esterno, in periferia. Una piattaforma digitale potrebbe aiutare?

No, da sola una piattaforma digitale dedicata alle piccole aziende vinicole non servirebbe a niente. Diventerebbe solo uno di quei luoghi abbandonati che a volte si vedono nelle periferie delle grandi città, i capannoni mai finiti sulle strade delle campagne italiane.

Serve prima di tutto un sistema di logistica, una campagna di comunicazione che riporti il vino dei piccoli produttori nei menù dei ristoranti dei borghi che le circondano.

Nuovi modelli di business

La forzata accelerazione dell’e-commerce ha portato con se alcune novità, come il delivery e i differenti sistemi di pagamento, oltre che una crescita a tre cifre di tutti i marketplace di Food&Beverage. Il focus della tecnologia si è spostato dalla produzione alla commercializzazione: ancora una volta sono proprio i produttori a rischiare di restare fuori, sia dalla digitalizzazione che dai ricavi che se ne possono avere. Certo ci sono anche novità che potrebbero, oppure no, diventare una cosa normale, come nel caso di quanto sta facendo Vinduino.

Il DTC, Direct To Consumer è aumentato ma ancora non può sostituire i canali classici, Horeca e GDO, di vendita del vino, direi per fortuna. Il punto è che il produttore, quello di cui si decantano le lodi e si misura il vino in termini di aromi e gusto, spesso resta fuori dal giro. Troppe intermediazioni che tendono ad appiattire i prezzi in uscita dalla cantina ed aumentare quelli a scaffale.

Ci sono oggi nuove esigenze tecnologiche mondo del vino. Di questo prima o poi il settore del vino dovrà tenerne conto; non più come un mezzo di emergenza, ma come normale canale di commercializzazione e marketing.

Foto di Inga Seliverstova da Pexels

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