Etichette digitali per il vino

Le informazioni riportate sulle bottiglie a volte possono essere poco utili per il consumatore medio, ma utilizzando etichette digitali questa mancanza può essere colmata.

Leggere l’etichetta

Il vantaggio di questa soluzione è fornire molte informazioni in più sulla provenienza del vino, sulla sua lavorazione, la storia dell’azienda vinicola e molte altre cose. Molti gruppi di wine lovers chiedono spesso di avere soprattutto l’elenco dei componenti aggiunti, quindi non solo solfiti ma anche tutti quegli elementi che l’industria del vino utilizza. Questi possono andare dalla gomma arabica all’aggiunta di tannini, acidificanti o aromi; la legislazione italiana è piuttosto severa, in questo senso, ma ad esempio in Francia è possibile aggiungere zucchero al mosto per aumentarne la gradazione alcolica. In realtà la normativa è facilmente aggirabile, addizionando mosto dolcificato (rettificato) al mosto originale, ottenendo alla fine lo stesso effetto.

Sapere queste cose è importante sia per il consumatore che per il produttore, che potrà così dimostrare il modo in cui il suo vino viene prodotto: il marketing passerà anche da qui. C’è inoltre tutta la questione sulla valenza nutrizionale del vino, tutti quei dati cioè che indicano le calorie e altre informazioni di questo genere. Ma come fare a scrivere tutte queste cose sull’etichetta di una bottiglia?

Etichette digitali per le bottiglie di vino

Vengono in aiuto le tecnologie, ed in particolare le etichette digitali, e-label, che altro non sono che QR-Code stampati in etichetta e leggibili tramite un’app o altri dispositivi. Ultimamente si sono avute alcune notizie che hanno preoccupato l’industria del vino, come l’aggiunta della scritta che avverte che il vino può nuocere alla salute.

Ora, essendo un prodotto a base di alcool, è naturale che un uso eccessivo possa essere dannoso; inoltre per alcune patologie, il vino può essere davvero pericoloso. Chiaramente una persona con problemi di salute sa, perché il proprio medico curante lo avrà avvisato, che alcuni alimenti saranno dannosi o almeno non consigliati. A mio avviso aggiungere una scritta simile in etichetta è pleonastico, così come averlo aggiunto sui pacchetti di sigarette. Ma lo scopo di queste avvertenze è semplicemente dare alle aziende un motivo per non essere responsabili di danni o malesseri causati dall’utilizzo dei loro prodotti.

Ma al di là di questo, avere un maggior numero di informazioni è sicuramente utile: non tutti i consumatori sono esperti di vino, anzi. Chi acquista il vino al supermercato, ad esempio, ha spesso come unico punto di riferimento il proprio budget ed una vaga conoscenza delle zone vinicole più conosciute. Questo almeno è il senso dell’indicazione della Commissione Europea, spiegato in un post di tre anni fa.

Il comunicato di Federvini spiega bene come funzionano le etichette digitali per il vino, ed in particolare la serie di slide che potete scaricare anche qui, oltre che sul loro sito. Come dicevo, sono dei semplici QR-Code che, inquadrate con il proprio smartphone, rimandano ad una scheda completa del prodotto, con tutte le informazioni necessarie. Quindi non solamente la tipologia di vino, i vitigni utilizzati, il grado alcolico, ma anche i dati nutrizionali previsti dalla UE. Al 31 dicembre 2020 le aziende che presentavano questi valori in etichetta erano il 25% in tutta Europa, e l’obiettivo è arrivare al 50% entro quest’anno.

Tracciatura e anticontraffazione

Un altro vantaggio è la possibilità di tracciatura della bottiglia, e quindi migliorare i sistemi di anticontraffazione del vino; ne ho parlato anche su questo post. Una e-label può consentire più comodamente anche la registrazione della bottiglia, tenere il registro elettronico e via discorrendo. Potrà essere uno sforzo importante per i produttori, ma può essere anche una opportunità per i progettisti di piattaforme digitali integrate.

Quindi, le etichette digitali per il vino saranno una delle novità che potremmo vedere quest’anno, ma ancora una volta sarà necessario guidare attentamente le aziende vinicole, specialmente le più piccole e meno strutturate.

Photo by Sigmund on Unsplash

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