Per tracciare la filiera del vino cinese Tencent userà Blockchain

Per tracciare la filiera del vino cinese Tencent userà Blockchain

Usare la Blockchain per tracciare la filiera del vino non è una novità, ma per il mercato cinese è la prima volta. Sarà Tencent, gigante tecnologico di Shenzen, a produrla, in partnership con Changyu Pioneer Wine, il maggior produttore di vino in Cina. La Blockchain viene già usata altrove per la tracciatura dei prodotti, come potete leggere in questo post.

Contraffazione del vino in Cina

Il mercato del vino cinese è spesso vittima di frodi nel vino, quasi sempre basate sulla pratica del refilling, ossia riempire bottiglie con etichette famose con vino da poco prezzo. Il problema del vino contraffatto affligge da molti anni il mercato del vino in Cina. E questo vale sia per i vini importati che per quelli prodotti al di là della Grande Muraglia. Oltre ad etichette palesemente false, come Lafite o Penfriends (al posto di Lafitte e Penfolds), ci sono anche i casi di frode vera e propria. Secondo Maureen Downey, esperta nel riconoscimento di vini contraffatti, si stima che il 50% dei vini cinesi siano falsi.

Avere un sistema per controllare che i vini venduti siano davvero quelli prodotti da una cantina, diventa quindi un argomento importante per il miliardario mercato del vino. Ultimamente le autorità di Pechino hanno cercato di fare quel che potevano per contrastare il problema. Ne scrivevo su Storie del Vino già un paio di anni fa, potete leggere un resoconto qui

Nonostante le indagini e gli arresti, la diffidenza del mercato mondiale verso i vini cinesi non è diminuita; lo stesso vale per gli importatori cinesi, quando acquistano migliaia di bottiglie di vino francese. La domanda di metodi per tracciare la filiera del vino quindi è in aumento, soprattutto nel mercato interno.

Tencent è probabilmente la più grande azienda tecnologica di tutta la Cina. Nata nel 1998 come azienda di produzione di video giochi e del sistema di messaggistica QQ, possiede WeChat ed è stata valutata nel 2018 per 500 miliardi di dollari. Possiede tra le altre la Riot Games, produttrice di League of Legends e di Fortnite. Se volete saperne di più, questa è la pagina di Wikipedia dedicata. 

Blockchain cinese contro le frodi

Tutta questa capacità tecnologica ora sarà al servizio del mercato vinicolo cinese, con un sistema basato su Blockchain per la gestione della produzione. Il sistema prevede che per ogni bottiglia di vino venga rilasciato un certificato di tracciabilità univoco; la registrazione del certificato avverrà sulla loro piattaforma Blockchain. I consumatori potranno quindi verificare l’autenticità del vino scansionando il codice QR con tutte le informazioni. Il controllo sarà fatto su ogni fase, dalla produzione allo scaffale retail. Anche gli elenchi dei distributori saranno correttamente tracciati nella piattaforma di Tencent. Quindi il problema di tracciare la filiera del vino sarà risolto con una soluzione end-to-end.

In Cina già altre filiere del settore Food&Beverage si sono appoggiate a piattaforme basate su Blockchain. Ad esempio la provincia di Yunnan e la società Wuliangye Yibin lo hanno fatto per i prodotti alimentari ed i liquori. 

Diciamo subito che Blockchain non è un sistema completamente sicuro. Nessuno può evitare, infatti, di falsificare il QR-code e dirigere la scansione su un sito fake. Una sorta di phishing del vino che renderebbe vani i tentativi di tracciatura del vino. 

Il problema con mercati dove i consumatori non sono esperti, è che le frodi avvengono anche per vini da poco prezzo. In Italia, Francia, USA, le falsificazioni colpiscono soprattutto vini di alto pregio, e quindi ad alto valore. Il sistema delle aste per collezionisti spesso non aiuta, visto che anche il collezionista non sempre è un esperto. Sicuramente però i sistemi tecnologici possono essere un buon deterrente proprio per le bottiglie della fascia alta del mercato. Su queste bottiglie il sistema di tracciatura potrebbe funzionare bene, vista la quantità minore di vini prodotti in questo settore. E di certo fornirebbe una ulteriore garanzia per l’acquirente, una sorta di pedigree digitale.  

A questo punto, saranno le società di esperti, come WineFraud.com fondata dalla già citata Downey, a dare la loro certificazione di autenticità. 

Photo by Hitesh Choudhary on Unsplash

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