Opportunità per il mercato online del vino

I dati dell’e-commerce continuano a salire, ed anche il mercato online del vino cresce insieme a tutto il resto del settore. Ne ho parlato in questo post, dove trovate anche qualche numero interessante.

Vino e mercato online

Nell’intervista su WineBusiness.com, Michael Osborn, fondatore di Wine.com, è convinto che l’e-commerce riscontrerà crescite importanti, poiché le abitudini di acquisto dei consumatori sono cambiate in modo permanente a causa della pandemia.
Negli Stati Uniti il mercato online del vino rappresenta per ora solo una frazione dei 50 miliardi di dollari di vendite annuali on premise; Osborn prevede che le vendite online continueranno a sottrarre quote di mercato ai negozi fisici. Questa considerazione ha portato Wine.com a passare da un’offerta di 5.000 etichetta a più di 50.000 in poco tempo; gli importanti investimenti di budget sono serviti sia per coinvolgere gli 8.000 produttori affiliati, che migliorare la rete logistica, con circa 400 grossisti e magazzini.

Questo ha consentito Wine.com ad arrivare a 700.000 utenti ed un fatturato di 329 milioni di dollari nel 2020, il 119% degli anni precedenti. Interessante è anche l’analisi dei consumatori e dei loro acquisti. Sono 198 le tipologie di vino differenti acquistate sul loro marketplace, provenienti da 52 regioni vinicole in tutto il mondo.

Analisi dei dati di acquisto online

Ed ovviamente le giovani generazioni, Millennials e GenZ ossia dai 40 ai 20 anni di età, sono il segmento cresciuto maggiormente, con 28,50 milioni di $ spesi. I clienti più anziani, diciamo i Boomers, dai 50 in su, hanno speso di meno ma con più oculatezza, con un carrello medio più alto dei loro figli o nipoti.

Questa quindi è la fascia di età che, in parte, continuerà ad acquistare vino online su entrambi i canali, offline ed online, grazie anche alla semplicità dei meccanismi di scelta ed alla facilità nei pagamenti.

Una cosa su cui personalmente concordo meno con Osborne è nelle motivazioni di questo spostamento. Secondo lui, molti consumatori si sentono sopraffatti dal numero di bottiglie presenti negli scaffali di enoteche, wine shop e supermercati, non avendo sufficienti informazioni per consentire loro una scelta consapevole. A mio avviso, invece, il supporto dell’enoteca, meno nei supermercati, è fondamentale proprio per imparare a conoscere i vini. Nessuno come il proprietario di una enoteca o di un wine shop può consigliare il consumatore. E man mano che il wine lover diventa affezionato ad un particolare negozio, l’enotecaro conosce meglio il proprio cliente, e quindi può indicare le scelte migliori.

Consumatori multicanale

Una cosa che potrebbe mancare nei negozi fisici è invece la condivisione delle esperienze di bevuta con altri avventori, con altri clienti; questo è un esempio di come il mercato online del vino può avere un passo in più, ossia i commenti degli acquirenti. I consumatori, non solo di vino, sono diventati multicanale, con l’occasione di ampliare le proprie possibilità di scelta grazie al canale online. Ma il negozio fisico non verrà, ancora per molto, abbandonato, almeno per gli acquisti particolari e non generalistici. Questo vuol dire che si può trovare la giusta bottiglia di vino sia nel marketplace internazionale che nell’enoteca sotto casa. Il wine lover ormai lo ha imparato, e ne sta traendo lezione.

Una differenza è che tutti i marketplace online di vino offrono la possibilità di lasciare una recensione o una votazione; per chi è insicuro delle proprie scelte enologiche, questo è un buon aiuto. La possibilità inoltre di fare degustazioni online è stata di grande aiuto per la crescita degli shop online; Wine.com ha organizzato lo scorso anno delle degustazioni dei vini delle celebrità, come quelli firmati da Cameron Diaz e Sarah Jessica Parker.

Photo by Bianca Lucas on Unsplash

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