Un libro di Steven Spurrier, A life in Wine

Dopo il mio episodio sul Judgement of Paris, grazie ad un tweet di condivisione sono stato contattato Hermione Ireland, Managing Director della Académie du Vin Library che mi ha gentilmente inviato una copia con copertina rigida del libro di Steven Spurrier, morto lo scorso mese a 80 anni. L’autobiografia è stata pubblicata a dicembre del 2020.

Una vita per il vino

Già il titolo racchiude tutta la sua storia, una vita spesa nel mondo del vino a tutti i livelli, dalla vendita alla degustazione ed infine alla produzione, una di quelle figure fondamentali per la storia del vino. Di certo negli anni ’70 vendere vino in Francia era un fatto riservato ai soli Francesi, e un wine shop a Parigi gestito da un Inglese era quasi un sacrilegio.

Quanto fosse apprezzato e considerato Steven Spurrier è evidente già dalle prime pagine del libro, 25 tra i più importanti esponenti del wine business hanno scritto una prefazione sui loro incontri con lui; da Hugh Johnson a Jancis Robinson, da Oz Clarke a Sarah Kemp, da Simon McMutrie dell’Académie du Vin Library fino a Barholomew Broadbent, figlio di Michael Broadbent, storico direttore della sezione vini di Christie’s.

Ognuno di loro ha un aneddoto, un ricordo del suo incontro con Steven Spurrier, e la sua autobiografia uscita nel 2020 è la testimonianza di quanto intensa sia stata la sua impronta nel mondo del vino. Leggere il libro di Steven Spurrier è quindi una immersione totale nella storia degli ultimi 50 anni del vino, significa guardare dietro ogni angolo e leggere alcune storie divertenti.

Naturalmente la parte relativa al famigerato Judgement of Paris del 1976 è il fatto più noto, che non è stata solo una semplice degustazione alla cieca ma un vero e proprio momento di rottura del dominio francese nel vino. Un inglese che organizza una degustazione in Francia già era un fatto fuori dal comune, vedere i vini francesi battuti dagli allora sconosciuti vini americani fu inconcepibile. Ma fermarsi a questo significherebbe ridurre il libro di Steven Spurrier ad un semplice articolo di giornale. Il racconto del suo inizio, quando cammina tra le strade di Bordeaux e gli chateau delle campagne, racconta un mondo del vino romantico, fatto di grandi personaggi e produttori. Qui si capisce anche l’importanza della comunicazione e del contatto fisico con le persone, e soprattutto la voglia che ogni vignaiolo ha di parlare del suo vino. Anche usando i moderni media digitali.

Le storie delle persone

È interessante la vicenda che lo ha portato alla fondazione dell’Académie du Vin Library, e poi alla pubblicazione di libri sulla degustazione, la storia del vino, guide ai vini soprattutto di Bordeaux. In quegli anni le guide alla degustazione non erano così frequenti come oggi, ed ogni nuova uscita era sempre accolta con molta enfasi da tutto il mondo del vino.

Le foto che arricchiscono A Life in Wine, che potete acquistare a questo link, sono eccezionali soprattutto per le persone che ritraggono, praticamente tutti coloro che hanno fatto la storia del vino degli ultimi 50 anni. Dopo la vicenda del 1976, Spurrier fu praticamente cacciato dai Francesi, che lo accusavano di aver distrutto il loro vino. Negli anni successivi però capirono che quello era stato il vero punto di svolta per il vino francese, il momento in cui hanno dovuto ripensare a come facevano e comunicavano il vino.

E soprattutto hanno imparato a confrontarsi con il resto del mondo, ed il confronto è sempre positivo. Come scrive nelle ultime pagine del suo libro, il vino rappresenta le 3P: “the Place and the People create the Product“.

La sua vita si svolgeva fra Londra, Parigi e Bordeaux, con qualche parentesi a New York; ma alla fine il libro di Steven Spurrier, la sua autobiografia, è un vero e proprio libro di storia sul vino e le dinamiche che si creano fra persone. Leggere quello che ha fatto Steven per il vino fa capire quanto bello, complicato e a volte frustrante possa essere questo mondo, dove ogni volta che si scrive una nota di degustazione si rischia di urtare la suscettibilità di qualcuno.

La lettura di questo libro mi ha fatto riprendere voglia di scrivere di più sul vino vero e proprio, le sue storie e le sue bottiglie, e di questo ve ne parlerò anche in qualche episodio del podcast. Ringrazio ancora Hermione Ireland e tutta l’Académie du Vin Library per avermi offerto l’opportunità di leggere l’autobiografia di un personaggio come Steven Spurrier.

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