Le startup per enoturismo arrivano su FOMENT Australia

Se nessun altro pensa al futuro, bisogna che ci pensiamo da soli, e così FOMENT, acceleratore australiano, ha già iniziato con le prime startup per enoturismo. Intanto, cosa è un acceleratore di startup? È un’azienda in tutto e per tutto, che aiuta startup già avviate a realizzare il loro business, il prodotto ed il modello di business devono essere già definiti. Come tutti gli acceleratori di impresa, FOMENT entra in misura diversa nel capitale delle startup acquistando delle quote. E naturalmente ricevendo in cambio i dividendi, quando questi saranno realizzati.

Un acceleratore per il turismo del vino in Australia

L’Australia del vino non se la passa molto bene, e con i dazi cinesi ora le cose rischiano di andare anche peggio; come ho scritto in questo post, qualche mese fa è nato FOMENT, un acceleratore dedicato al turismo del vino. Il suo nome completo è infatti FOMENT – la Rivoluzione Tecnologica del Vino e del Turismo del Sud Australia.

Finanziato dal governo dello stato del South Australia, FOMENT è stato aiutato dal Tonsley Innovation Hub ad Adelaide. Collabora con Hydra Consulting, Flinders University’s New Venture Institute e con la Wine Industry Suppliers Australia (WISA). Insomma, per uscire dalla situazione non piacevole, l’Australia del vino si sta sempre più affidando agli strumenti digitali, potete leggere qualcosa anche in questo secondo post.

Dopo aver terminato la propria organizzazione (anche un acceleratore è fondamentalmente una startup), ora è il momento di acquisire le aziende e di ‘accelerarle’. Sono state già avviate le prime sette, tutte startup per enoturismo naturalmente, alcune tecnologiche altre meno. L’importante è che siano nuove nate in questo settore.

Le prime sette startup per enoturismo dell’acceleratore

Nello specifico, le sette startup per enoturismo che fanno parte di FOMENT ad ora sono:

ZionTech: una piattaforma che usa blockchain per la tracciatura dell’uva, da quando è sulla pianta fino a quando diventa una bottiglia di vino

ROVER Journey: questo è un marketplace cinese dove si possono contattare dei micro influencer per raggiungere i consumatori cinesi

Twenty Five Doors: è un’azienda che si basa sulla partnership con le aziende vinicole per connetterle con i wine lover più interessati, usando mappe digitali ed un marketplace.

Dionysus: molto interessante, un’app che aiuta i visitatori delle fiere vinicole ad acquistare le bottiglie che hanno assaggiato durante l’evento.

Taglog: questa è una piattaforma integrata è un sistema per la gestione del lavoro nel vigneto e in cantina, registrando le operazioni fatte, aggiungendo anche le coordinate GPS

Consilium/GAIA: una piattaforma che consente di avere una mappa digitale in modo automatico dei propri vigneti (che a volte in Australia possono essere anche di oltre i 500 ettari)

Cellr: è una soluzione per il tracciamento delle spedizioni e serve anche come difesa dalle contraffazioni, utile nel momento in cui l’enoturista vuole farsi spedire il vino direttamente a casa

Sviluppo di conoscenze nel turismo del vino

Queste startup per enoturismo, e per il DTC, hanno iniziato proprio all’inizio dello scorso anno con alcune sessioni di tre settimane al Tonsley Innovation Hub. Ci sono stati programmi di mentoring e naturalmente una spiegazione finale del proprio business. Ancora più importante, lo scopo di FOMENT è spingere altri innovatori nel mondo delle startup per enoturismo.

Tutto questo darà al mercato del vino l’opportunità di pensare fuori dagli schemi e provare le idee in un modo veloce ed efficente, insieme al supporto di esperti (Tim Whetstone, Dipartimento dell’Industria e Sviluppo Regionale del Sud Australia).

Il valore del mercato del vino dell’Australia del Sud è attorno a 1,8 miliardi di dollari, mentre per il turismo parliamo di circa 7 miliardi di dollari l’anno. Sostenere la crescita di questi due mercati è dunque fondamentale anche per il valore che possono creare nel loro indotto.

Il prossimo passo di questo acceleratore di startup per enoturismo sarà creare un centro di diffusione delle capacità laterlai, le cosiddette soft skill, anche per i produttori di vino.

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