La tecnologia in agricoltura cresce anche in Italia

La tecnologia in agricoltura cresce anche in Italia

Possiamo chiamarla Agritech o Smart Agrifood, ma comunque sia la tecnologia in agricoltura inizia ad avere un’importanza sempre più ampia. Sul sito dell’Osservatorio Smart Agrifood ad esempio c’è scritto che:

Il termine Smart AgriFood identifica, in estrema sintesi, una visione del futuro della filiera agricola ed agro-alimentare secondo cui, grazie alle tecnologie digitali, l’intero comparto aumenterà la propria competitività.

Un altro nome è Agricoltura 4.0: stiamo quindi parlando dell’introduzione delle nuove tecnologie nei processi e nei metodi tipici dell’agricoltura. Questo non significa solamente le fasi di produzione ma anche il confezionamento e la distribuzione. Quanto è questo peso?

Perché usare l’agricoltura digitale

Lo scorso anno il totale in Italia valeva 450 milioni di €; nel mondo il valore dell’Agrotech (ancora un’altro nome) è stato di 7,8 miliardi di dollari, dunque l’Italia pesa per il 5%.

La tecnologia più alla moda sembra essere la Blockchain, e sebbene ci siano grandi limitazioni, si potranno avere sviluppi interessanti. Per il resto ci sono dispositivi IoT e DataAnalytics. Il segnale quindi è abbastanza chiaro, ossia la richiesta di soluzioni per la tracciabilità ed il marketing. C’è naturalmente molto altro, come macchine autonome e mappe digitali.

Fra gli scopi principali per cui le tecnologie digitali vengono usate in agricoltura, c’è la sicurezza delle coltivazioni e l’ottimizzazione del lavoro. Sostenibilità e riduzione dei costi sembrano essere due delle motivazioni che spingono l’AgriTech:

L’innovazione digitale ha quindi un ruolo sempre più importante e riconosciuto dagli operatori del settore nel rendere più efficienti le singole attività agricole e come leva strategica in grado di garantire maggiore competitività al comparto nello scenario internazionale (Filippo Renga, direttore Osservatorio Smart Agrifood)

Standard, integrazione e basi dati

Una delle maggiori difficoltà è l’integrazione fra sistemi, visto che ancora non esistono standard definiti; le piattaforme, nonostante utilizzino la stessa tecnologia di base, sono fortemente personalizzate, il che rende complesso integrare piattaforme di fornitori differenti.

In una prossima newsletter ci saranno dati e report più puntuali su questo argomento. Ti puoi iscrivere dal link in fondo a questo post o direttamente da qui

Ancora più importante, l’utilizzo delle tecnologie digitali in agricoltura può consentire la creazione di database condivisi e aperti. Le statistiche agricole sono fondamentali per dirigere lo sviluppo di un paese, e senza dati validi non sarebbe possibile. Per questo le informazioni vengono raccolte in ogni modo possibile, usando non solo i sensori sul campo, ma anche droni e immagini satellitari. C’è davvero molto lavoro da fare, e quindi molte opportunità per le startup.

Startup e food delivery

È però l’e-commerce il settore dove le startup si stanno dedicando maggiormente, insieme ai processi di delivery; quasi il 70% delle startup a livello internazionale sta lavorando a questo aspetto. Le app più scaricate ed usate durante il periodo di lockdown sono proprio quelle per l’acquisto e la consegna del cibo. Anche l’analisi dei dati di vendita è un settore dove le tecnologie digitali hanno un alto valore; sapere cosa vogliono i consumatori è necessario sia per la produzione che per la logistica e la distribuzione finale.

Ci sono alcuni ostacoli che rischiano di frenare la tecnologia in agricoltura, e sono sempre i soliti, ossia Digital Divide e conoscenza delle tecnologie. Le zone rurali sono quelle dove la connessione a Internet è più complicata, e anche quelle dove gli abitanti sono meno abituati all’uso del digitale. Per quel che riguarda la penetrazione della rete nelle zone di campagna, una soluzione forse arriverà dallo sviluppo della tecnologia 5G, sempre che non vengano bloccati i nuovi ripetitori da pochi e rumorosi facinorosi.

Difficoltà e soluzioni per l’Agrotech

Sebbene quasi la metà della popolazione mondiale usi Internet, nei paesi meno sviluppati ci sono grandi disparità tra aree rurali e urbane.
I livelli di istruzione e reddito sono determinanti per il modo in cui le persone usano la rete. Quelli con livelli di istruzione più elevati tendono a utilizzare servizi più avanzati, come il commercio elettronico.

Gli utenti con un’istruzione più bassa tendono a utilizzare Internet prevalentemente per comunicazione e intrattenimento.
Nelle zone rurali, dove ci sono i tassi di istruzione e alfabetizzazione generalmente inferiore, i telefoni cellulari tendono ad essere utilizzati principalmente per la comunicazione e i social media.

Questo presenta una sfida per l’introduzione dell’agricoltura digitale, perché sono applicazioni che richiedono competenze digitali più avanzate.
Anche il costo elevato delle linee dati e la copertura di rete limitata presenta sfide per l’uso della tecnologia in agricoltura.

Photo by Markus Spiske on Unsplash

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *