I primi 7 investimenti per la wine tech

Negli Stati Uniti gli investimenti per la wine tech dei Venture Capital ammontano nel 2019 a 924,4 milioni di $, ben al di sotto dei 20 miliardi di dollari nel settore food e agritech.

È chiaro che la wine tech è una nicchia piuttosto stretta; nonostante questo al suo interno c’è molto movimento. Tutti gli aspetti del mondo del vino sono stati toccati dalle innovazioni tecnologiche, dai sistemi di produzione alla vendita. L’impressione è quella di una molla che si sta ancora caricando, in attesa di esplodere.

Tutto questo movimento però non è supportato da altrettanti investimenti per la wine tech, o almeno non con volumi apprezzabili. Eppure ci sarebbero davvero tutte le possibilità, dai nuovi contenitori per ridurre le emissioni di CO2 a sistemi di distribuzione più efficaci. Questa è un altro problema della wine tech, ossia lo standard. Quando nuovi metodi e processi sostituiranno quelli vecchi però, saranno gli Early Adopters che emergeranno. Fino ad allora però, le startup del vino digitale dovranno essere finanziate e supportate.

Le prime 7 aziende wine tech per investimenti

Non ci sono solo wine club fra le aziende che uniscono vino e tecnologia; un esempio di come interviene la tecnologia digitale nel settore del vino potete leggerla qui. Ora, vediamo quali sono le prime 7 aziende wine tech nella classifica degli investimenti ricevuti (fonte Crunchbase)

Wine.com: 70,2 M$

Fondata nel 1998 da Michael Osborn, ha sede a San Francisco ed è il più grande rivenditore online di prodotti Beverage degli USA. Ha un servizio clienti attivo via chat 7 giorni su 7, e consegna sia a domicilio che presso i punti della FedEx. Se si aderisce al programma Steward Ship al costo di 49$ l’anno, le consegne sono gratuite per tutti i prodotti. L’ultimo investitore è stata la Goldman Sachs a novembre 2018

Drizly: 69,6 M$

Fondata nel 2012 da Cory Rellas, Justin Robinson, Nicholas Rellas e Spencer Frazier, ha sede a Boston, New England. Sono probabilmente il più grande rivenditore del settore Beverage del mondo, Il suo punto di forza è la consegna garantita entro 60 minuti ed opera negli Stati Uniti e in Canada. Per questo, si avvalgono della collaborazione di oltre 100 punti vendita, all’ingrosso e al dettaglio, che funzionano come rete logistica. Gli acquisti possono essere fatti direttamente tramite app in tutto il Nord America. L’ultimo finanziamento è stato di 34,6 M$ nel 2018 da parte di Tiger Global Management, un fondo di investimento.

Coravin: 64,3 M$

Fondata nel 2011 da Greg Lambrecht e Josh Makower, ha sede a Bedford, Massachusetts. È probabilmente il più innovativo e famoso sistema per la spillatura del vino dalla bottiglia. Il sistema innovativo consiste brevemente di un ago forato che si inserisce nel tappo di sughero. Il vino viene poi servito tramite il tubo di uscita e contemporaneamente la bottiglia viene riempita di gas inerte. L’ultimo round di investimenti nel 2016 ha fruttato 22,5 M$ da parte di Quadrille Capital.

Vivino: 63,8 M$

Fondata nel 2010 da Heini Zachariassen, Theis Sondergaard, ha sede a San Francisco, California. Sicuramente la piattaforma più conosciuta dedicata al vino, è stata la prima ad introdurre il riconoscimento del vino tramite l’etichetta della bottiglia. In questo modo ha creato un gigantesco database di vini, in parte acquistabili direttamente dal sito, altri tramite terze parti. È la più grande community di wine lovers al mondo. L’ultimo finanziamento è stato di 7,5 M$ a dicembre 2018.

Lot18: 44,5 M$

Fondata nel 2010 da Kevin Fortuna, Philip James, ha sede a New York. È un wine club in abbonamento; ai clienti viene inviato un kit con 6 mini-bottiglie (un calice, più o meno) e viene richiesto di dare un giudizio ai vini assaggiati. In base a queste scelte, verrà inviata una cassa di vini. La quantità di vino e la frequenza dipendono dall’abbonamento scelto. Il minimo è 149$ per 12 bottiglie/anno. L’ultimo finanziamento è del 2011 ed ammonta a 40 M$.

Winc: 43,9 M$

Fondata nel 2011 da Brian Smith, Geoff McFarlane, Mark T. Lynn e Xander Oxman, ha sede a Los Angeles, California. È un wine club che propone etichette poco note ai propri clienti, in base ad un profilo di gusto che devono riempire al momento dell’iscrizione. Inoltre acquista il vino direttamente dai produttori e lo imbottiglia con il proprio marchio; le sue bottiglie si possono trovare anche in alcuni ristoranti di New York. Nel 2019 ha ricevuto 12,3 M$, di cui 10 dal fondo Cool Japan Fund di Tokio.

Vinventions: 40 M$

Fondata nel 2015 da Marc Noel, ha sede a Zebulon, in North Carolina, ed è un raggruppamento di aziende. Si definiscono la Casa dei 7 Brand, visto che ne fanno parte aziende di produzione di tappi, come Nomacorc, e società di marketing e controllo qualità. Il primo finanziamento è arrivato nel 2015 da Bespoke Capital, fondo di cui Noel è presidente, ed Heino Freudenberg, CEO fino al 2019.

Il cambiamento climatico sta disegnando una nuova mappa mondiale delle zone a vocazione vinicola. Non c’è solo il Regno Unito, parliamo di Canada e paesi scandinavi. Sono solamente esperimenti, ancora non si può parlare di una vera e propria produzione su larga scala.

Ma proprio per massimizzare gli effetti delle mutate condizioni di temperatura, i nuovi produttori stanno cercando di capire come farsi aiutare dalla tecnologia.  Non essendo legati a vecchi metodi di distribuzione, inoltre, hanno la via libera per sperimentare nuovi modelli di filiera. 

Insieme ai cambiamenti causati dalla crisi sanitaria mondiale, forse anche gli investimenti per la wine tech potranno ricevere una spinta in avanti.

Photo by Markus Winkler on Unsplash

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