Degustazioni digitali di Bordeaux En Primeur 2021

Lo scorso anno lo storico evento non si è potuto tenere, e questo ha provocato un enorme danno per i produttori bordolesi; però le degustazioni digitali di Bordeaux En Primeur 2020 sono andate piuttosto bene, e così l’evento è stato ripetuto anche quest’anno.

Degustazione digitale per un vino che non esiste

Come racconta Elin McCoy su Decanter, le degustazioni dell’anno scorso sono state una vera novità per tutti, non solo a Bordeaux; invece di viaggiare da Chateau a Chateau per assaggiare e parlare con i produttori, ognuno restava a casa propria, assaggiando la stessa bottiglia di vino (beh, on proprio la stessa) e commentandola dalle parti opposte dello schermo. Invece di essere separati solo da un tavolo di legno massello, i partecipanti erano distanti quasi 6000 km.

Una degustazione virtuale non è certo coinvolgente come essere in presenza, e questo l’abbiamo capito tutti semplicemente con il lavoro di tutti i giorni, dove le riunioni in salette anguste si sono trasformate in video call. Anche i produttori, francesi ma non solo, hanno imparato il funzionamento di Zoom, Teams, Webex e tutte le altre.

A quanto pare l’evento del 2020, dedicato alla vendemmia 2019, è stato un buon successo; ha consentito ai vignerons bordolesi di poter presentare le anteprime dei loro vini, come accade ormai dal 1885. E se è mancato il contatto fisico e le chiacchiere tra i partecipanti, sono mancate anche le faticose sessioni e i viaggi da una vigna all’altra. Per non parlare delle migliaia di persone che avrebbero volato da tutte le parti del mondo fino a Bordeaux. In ogni caso è stata la prima degustazione virtuale così vasta, un evento che ha messo a dura prova le attrezzature e le infrastrutture digitali. Non sempre infatti negli Chateau la rete informatica era a buoni livelli.

La tendenza digitale coinvolge anche Bordeaux en Primeur

Ma questo ha convinto che pure nel 2021 si sarebbero potute tenere delle degustazioni virtuali di Bordeaux en Primeur, ripetendo quanto fatto a giugno 2020 ma stavolta con più esperienza. D’altra parte la pandemia non è ancora terminata e usare le tecnologie digitali per avvicinare produttori e assaggiatori sembra ancora una buona soluzione. Vediamo se quello che scrissi in questo post diventerà un’abitudine oppure no.

Questo modo di assaggiare i vini presenta indubbiamente dei vantaggi, secondo Decanter, primo di tutti la comodità di assaggiare i vini a casa propria, con la possibilità di farlo con calma e senza dover correre da una sala di degustazione all’altra. Come per lo smart working, quello che mancherà è il contatto fisico, il gossip, l’incontro con amici che spesso si incontrano solo a questi eventi. E non è poco. Ma certo che questo spingerà anche le cantine vinicole di minori dimensioni ad investire nella tecnologia digitale e soprattutto nella conoscenza digitale. Può insomma essere un driver per diminuire il digital divide fra il mondo industriale e quello vitivinicolo. Un passaggio di questo tipo comporta però anche forti investimenti, sia da parte delle cantine che da parte dei provider di rete, e nei prossimi anni la concorrenza del mercato vinicolo si misurerà anche su questi aspetti. Le degustazioni digitali di Bordeaux en Primeur hanno aperto una strada, vedremo chi avrà il coraggio di percorrerla.

Photo by Vinicius “amnx” Amano on Unsplash

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